Sono nato il 10 Novembre del 1969 a Roma e sono cresciuto a Zagarolo, dove vivo tutt'ora. Sono il Presidente del Consiglio regionale del Lazio.

Daniele Leodori
Giorno della Memoria 2015

Questa commemorazione vuole essere un piccolo ma durissimo monito contro ogni odio. In queste ore esattamente 70 anni fa le truppe della coalizione che combattevano il nazifascismo entravano a Auschwitz, che in realtà era il campo centrale di un nucleo di fabbriche della morte grande decine di chilometri quadrati. Oggi come allora è doppiamente drammatico dover piangere donne e uomini che vengono sterminati per il folle desiderio di potere costruito sull’odio e sulla morte. Professori cacciati dalle scuole, bambini puniti per il proprio cognome, perché ebrei, libri bruciati biblioteche distrutte, pellicole distrutte dal regime; e oggi, donne frustate perché alla guida di un’auto, uomini arrestati per aver realizzato un pupazzo di neve perché contrari ai principi di qualche profeta immaginario; così come facciamo fatica a capire le polemiche e gli odii causati da una semplice foto tra due reginette di un concorso di bellezza, unite dalla speranza, dal sogno di un domani diverso, ma divise – da altri – perché appartengono a popoli in guerra. Oggi come 70, 80 anni fa non possiamo dire di non sapere. Non possiamo e non vogliamo restare passivi, non possiamo scoprire fabbriche di odio e voltarci da un’altra parte.

Noi oggi vogliamo contro ogni odio essere militanti della memoria insieme ai nostri ragazzi, ai nostri figli, ai nostri studenti verso i quali abbiamo l’obbligo di raccontare, senza retorica, la verità. Vogliamo da qui, con una nuova pietra che scopriremo tra poco al Parco che non a caso è dedicato alla Pace, fare tanto rumore per la memoria. E non possiamo non essere militanti della Memoria con un anno come è quello appena concluso in cui abbiamo assistito ad una catena di odio, anche nelle nostre città, anche a Roma, senza precedenti.

Rendiamo quindi omaggio alle donne e agli uomini che hanno perso la vita a Parigi e che, al di là della loro religione, col loro sacrificio sono a testimoniare che dobbiamo ogni giorno seminare la cultura della convivenza, facendo molto rumore, perché non si ripeta mai più.

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