Sono nato il 10 Novembre del 1969 a Roma e sono cresciuto a Zagarolo, dove vivo tutt'ora. Sono il Presidente del Consiglio regionale del Lazio.

Daniele Leodori

Il mio programma

Legiferare

Le norme più vecchie, figlie di logiche burocratiche superate, vanno riscritte con un linguaggio nuovo e con una nuova filosofia: le leggi regionali devono essere comprendibili e facili da applicare.

Cancellare

Vanno eliminate dall’ordinamento tutte le leggi inutili, fuori tempo e farraginose. Le norme debbono essere poche, conosciute, riducendo al minimo i margini di interpretazione. Le leggi nuove fanno decadere automaticamente quelle vecchie sulla stessa materia.

Fare

Le nuove norme devono favorire le opportunità di crescita economica e di sviluppo sociale e vanno delegate agli enti territoriali, Comuni in testa, i poteri esecutivi. La Regione fa le leggi, il territorio le applica.

Cittadini e partecipazione

L’assenza di lati oscuri nell’azione amministrativa e la partecipazione dei cittadini aumentano la qualità dei servizi e determinano l’ottimizzazione nell’uso delle risorse disponibili. L’uso di internet nella sanità, nella pubblicazione dei bilanci della regione e delle società partecipate saranno la chiave di volta del sistema di una Regione trasparente e partecipata. Una Regione dei cittadini e non degli apparati. La grande rete ha la funzione di una lente di ingrandimento rispetto all’azione amministrativa di un governo regionale che non dovrà nascondere nulla perchè si impegna con gli elettori ad agire per il bene comune e non per gli interessi di casta.

Organizzata

Una Regione è efficiente se ha una struttura ben organizzata in funzione non dei suoi bisogni interni, ma della capacità di erogare al meglio servizi ai cittadini. Una rivoluzione copernicana della logica delle scelte amministrative che avevano al centro la macchina burocratica e non i diritti dei cittadini.

Equa

Vanno rivisti i carichi fiscali, il peso per i cittadini è un dramma per gli stessi se non è giusto, se non tiene conto delle possibilità dei contribuenti e dei carichi di ciascuno.

Rigorosa

Va rivista la spesa pubblica, gli organismi strumentali, anche quelli rappresentativi (Consiglio e Giunta) debbono essere, sul lato finanziario, sobri. L’efficienza dei servizi si ottiene con acquisti centralizzati e appalti trasparenti. La lotta agli sprechi è una priorità

Regia

Una cabina di regia tra la città metropolitana e le altre aree urbane del Lazio per utilizzare al meglio le risorse dell’Unione europea. Estendere alla Regione l’esperienza di “Porta Futuro” attivata dalla provincia di Roma per i centri dell’impiego. Incentivi fiscali per le nuove imprese. Un piano per la diffusione del wi-fy in tutto il lazio.

Commercio, agricoltura e pesca

Sostegno agli esercizi di vicinato come elemento di qualità della vita e di catalizzatore di risposte ai nodi sociali, in particolare quelli degli anziani. Nell’agricoltura vanno sostenute le filiere del prodotto ed i distretti rurali. La pesca deve ripartire dalla riscoperta di tradizioni antiche a cui sommare il sostegno a progetti di sviluppo capaci di intercettare i fondi previsti dalla comunità europea.

Turismo

Grandi parchi, azioni positive per la tutela del litorale e la qualità delle acque, nuove forme di turismo sostenibile e ruolo di Roma come attrattore di ospitalità. Sono gli assi della politica del settore che è uno dei volani del nuovo modello di crescita della Regione. 

Diritto 

Garantire a tutti l’accesso all’istruzione, tutela del ruolo centrale della scuola pubblica, garanzia di livelli di offerta formativa elevati e di interventi per migliorare la qualità delle infrastrutture.

Innovazione

Sviluppare un modello possibile di formazione professionale in grado di restringere la dispersione scolastica e di dare opportunità reali di occupazione ai giovani, con particolare attenzione ai settori legati all’innovazione tecnologica.

Università

La rete degli atenei del Lazio si deve integrare all’interno e all’esterno con le istituzioni locali, con la rete delle imprese e con il mondo del lavoro. La Regione deve anche essere in grado di sostenere il trasferimento delle conoscenze e delle innovazioni tra università e imprese.

Costi

Forte responsabilizzazione dei sindaci nelle politiche della salute, trasparenza nei costi, tempi certi nei pagamenti dei fornitori, chiarezza nelle nomine a tutti i livelli. Questi i punti da attivare per tagliare gli sprechi.

Qualità

Valorizzazione del ruolo e della rete dei medici di famiglia, cartella digitale e integrazioni con le politiche sociali dei Comuni, sostegno ai centri di eccellenza.

Ricerca e innovazione

È fondamentale la capacità di mettere in rete le esperienze dei centri di eccellenza delle università e dei poli di ricerca del Lazio. Una Sanità migliore, che coglie le opportunità dell’innovazione e della tecnologia, è un valore aggiunto per una regione come la nostra che è leader in Italia e in Europa nella ricerca. Una Sanità migliore non è una Sanità che spende di più ma un sistema che ottimizza le risorse.

Suolo

L’azione della Regione deve mirare alla riduzione dell’uso del suolo, costruzioni in verticale e recupero di siti già utilizzati o dismessi. Dentro una politica virtuosa di tutela del patrimonio ambientale del Lazio.

Casa

È necessario un nuovo grande “Piano casa” per dare risposta al bisogno di abitazioni da una parte e per fare da volano alla ripresa nell’edilizia, previsioni di housing sociale, rilancio dell’ edilizia sovvenzionata.

Infrastrutture

Messa in sicurezza delle 156 stazioni ferroviarie del Lazio, costruzione di parcheggi anche nel sottosuolo. Dobbiamo tornare a pensare alle reti infrastrutturali come ossatura di una regione armonica nello scambio tra centro e periferie, dobbiamo pensare a nuove infrastrutture immateriali, come le reti telematiche. Nuovi tempi e nuove sfide, strade, ferrovie, porti e aereoporti ma anche reti informatiche diffuse in tutto il Lazio, nessuna periferia informatica.